Astrologia Psicologica e Evolutiva: UN PO' DI STORIA


 

L’astrologia è una disciplina antica che risale all’epoca dei babilonesi, periodo al quale sono attribuite le prime descrizioni (tavolette di Mulapin) che parlano chiaramente di zodiaco e costellazioni. I primi però ad suddividere il corpo umano in 12 parti, ad associare loro i segni astrologici e ad attribuire la prima simbologia ai pianeti allora conosciuti sono stati gli Egizi e l’astrologia che oggi noi studiamo si fonda sulla loro cultura.

Da allora le culture successive hanno contribuito con la loro conoscenza a creare un sistema sempre più complesso che è evoluto insieme all’uomo stesso ed è stato integrato delle sue visioni e delle sue necessità. Fino al XVII secolo l’astrologia e l’astronomia erano un’unica materia che rispondeva alle esigenze non solo razionali di conoscenza dell’uomo.

Dopo la rivoluzione francese con l’avvento della visione illuministica, l’astrologia si separa dalla sua sorella astronomia e viene relegata nell’ambito delle pratiche divinatorie, dove ancora per molti versi è rimasta.
 
L'astrologia, quindi, ha origini antichissime e studiandola non si può fare a meno di pensare che essa sia stata la prima forma di psicologia che sia mai esistita.

Verso i primi anni del ‘900 invece, parallelamente allo sviluppo della psicologia, nasce un nuovo modo di intendere l’astrologia, basato sulla persona, non più sull’esterno. Si tratta della cosiddetta corrente umanistica, la quale integra gli aspetti psicologici con quelli simbolici ed archetipici che da sempre appartengono all’astrologia.

Il grande psicologo Carl Jung fu il primo a riconoscere il grande potenziale dell'astrologia, vista come strumento per esplorare le profondità della psiche umana. In vari suoi scritti manifestò profondo rispetto per questa disciplina e affermò che poteva apportare grandi contributi alla psicologia, ammettendo di averla utilizzata con una certa frequenza nel proprio lavoro analitico.

In un’intervista dichiarò : "Ci si puo' aspettare con ragionevole certezza che una particolare e ben definita situazione psicologica sarà accompagnata da un'analoga configurazione astrologica”.

Dane Rudhyar, fu invece il primo a riconoscere il modo in cui l'astrologia e la psicologia umanistica potevano vicendevolmente integrarsi. In effetti, la carta del cielo poteva essere utilizzata come uno strumento per rilevare il complesso mondo interiore che gli psicologi stavano cominciando ad esplorare. L'astrologia, considerata come linguaggio psicologico e strumento diagnostico, poteva servire da guida all'integrazione e trasformazione della personalità.

La pensa così anche Liz Greene psicologa e analista Junghiana, per formazione e astrologa per vocazione, che ha operato una personale rielaborazione e uno sviluppo delle riflessioni della psicologia analitica junghiana fino alla fondazione di una vera e propria astrologia psicologica.

In questa sezione del sito, ci riferiremo proprio, e non solo, al suo bellissimo e interessante lavoro e quello di tutti quegli astrologi che utilizzano lo stesso approccio.

Secondo la Greene "l'Astrologia è un sistema simbolico. È una lente che utilizza un genere particolare di immagini o modelli simbolici, per dare un senso a modelli di vita più profondi che sarebbe, altrimenti, difficile comprendere a livello intellettuale."

Il nuovo approccio dell’astrologia è quindi "incentrato sulla persona" nel senso che ciascuna carta del cielo è unica; l'oroscopo rappresenta l'insieme delle potenzialità dell'individuo, in cui nessun pianeta è "buono" o "cattivo", ma ciascun elemento va considerato come parte di un tutto organico.

Gli eventi non vanno interpretati come fatti isolati, con effetti fortunati o sfortunati, bensì come specifiche manifestazioni di fasi di cicli di sviluppo aventi uno scopo ben preciso: l'autorealizzazione.


 


 

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